

Nell’aprile del 1963 l’Amministrazione Comunale botticinese guidata dall’avv. Libero Dordoni pubblicò un libretto con l’elenco delle opere pubbliche inaugurate in quell’anno; tra esse si parlava dell’edificio ottocentesco di piazza IV Novembre, nell’occasione adibito a scuola di avviamento professionale.
L’attuale Biblioteca Comunale – nata nel 1963 presso il Palazzo Municipale, trasferita poi nell’attuale palazzo asburgico nel 1987 – è moderna luminosa e accogliente, efficiente nel suo funzionamento: per conoscere le origini dell’edificio che la ospita dobbiamo tornare nel regno Lombardo-Veneto agli inizi del secolo XIX, nel 1815 alla chiusura della parentesi napoleonica.
Il Regno Lombardo-Veneto era diviso in province; quella bresciana (priva della Valcamonica, aggregata a Bergamo fin dai tempi della Repubblica Cisalpina) era divisa in diciassette distretti. I due Comuni botticinesi appartenevano a quello del capoluogo. In ciascun distretto c’era un «delegato» che aveva il compito di vigilare sull’ordine pubblico, sull’applicazione delle leggi, sull’esazione delle imposte. Il governo municipale era invece in mano ad una terna di «deputati». Il funzionario -factotum del Comune – era l’«agente comunale», eletto ogni anno.
Come si può immaginare, le esigenze civili venivano subordinate a quelle militari, ai fini della conservazione del dominio e in caso di necessità il Comune doveva mobilitare le energie dei suoi cittadini a servizio dei desiderata asburgici. Gli asburgici, da bravi amministratori, interessati ai profitti, diedero impulso all’agricoltura, al commercio, a nuove costruzioni di utilità pubblica.
Il regime asburgico giunse in Valverde accompagnato dalla consueta fama di rigore ed efficienza, che non uscì smentita dalla prova dei fatti. Nel periodo del dominio austriaco a Sera vennero costruite la casa comunale, le scuole ed i portici per offrire ospitalità al mercato all’aperto.
Il dominio austriaco provvide a sensibili cambiamenti amministrativi: sciolse la «Comune di Botticino Sera, con Botticino Mattina e Caionvico» e riportò le precedenti divisioni amministrative.
| La “Comune” napoleonica: Sera, Mattina e Caionvico La Repubblica bresciana prima, quelle Cisalpina e Italiana poi, portarono consistenti novità nell’organizzazione amministrativa botticinese. Durante la breve vita della Repubblica bresciana Botticino Mattina e Sera vennero inserite nel Cantone del Garza, uno dei dieci in cui la provincia era stata divisa. L’«Organizzazione del governo provvisorio» del 1797 «anno primo della libertà italiana» indica una nuova strutturazione del governo locale, a sua volta superata dalla nascita della Repubblica Cisalpina con caratteristiche e funzioni che saranno alla base dello sviluppo del Comune nel periodo napoleonico. Additano soprattutto un imperativo che in Valverde avrà effetti importanti: «i piccoli Comuni si uniscono in un solo per formare una popolazione almeno di duemila individui». L’indicazione, seguita negli anni successivi, porterà nel 1810 alla nascita del «Comune di Botticino Sera con Botticino Mattina e Caionvico». Una unificazione durata circa cinque anni, fino all’instaurazione del governo austriaco. Con l’accorpamento si crea un unico Comune in tutta la Valverde, con centro amministrativo a Botticino Sera. Il lessico amministrativo dell’epoca per la verità è declinato al femminile e parla della «Comune» e, riferendosi ai suoi cittadini, dei «comunisti» (senza naturalmente riferimenti a ideologie e culture politiche ancora di là da venire). L’unificazione, come quella decretata più tardi durante il fascismo, non fu un atto indolore ed i vecchi campanilismi continuarono ad avere un peso determinante, minacciando molto spesso la paralisi amministrativa. cfr: M. Tedeschi: “Il bosco, la vigna, la pietra. Botticino nella storia.” Comune di Botticino, 1988, pag. 137 |
A Botticino Sera gli Austriaci provvidero alla Casa Comunale con l’aggiunta, nel tempo, di aule per scuole elementari: una elegante costruzione prospicente la piazza a fianco della parrocchiale, della quale ci occupiamo in questo racconto.
Provvidero anche a restituire alle parrocchie l’anagrafe, anche in funzione civile ed era il parroco che doveva ogni anno presentare la lista dei giovani di leva. Leva che era il terrore dei giovani, che dovevano prospettarsi una ferma di almeno otto anni in paesi lontani negli aspri territori dell’Impero. Lontani e quindi non attaccabili da tentazioni patriotiche.
L’edificio che ospita l’attuale biblioteca comunale fu, come detto, costruito nel XIX secolo ed è stato il primo edificio di cui una parte fu costruita in seguito appositamente per la scuola a Botticino Sera.
Un documento, datato 28 agosto 1821, proveniente dall’Archivio di Stato in Brescia, proponeva la costruzione di un locale per scuole, vicino alla Chiesa. La proposta incontrò varie opposizioni (non ultima quella di alcuni religiosi, per il fatto che il fondo doveva esser acquistato dal beneficio ecclesiastico) e venne respinta.
Lo stesso documento accennava alla situazione delle strade di Botticino, quasi impraticabili, specialmente nei pressi della chiesa parrocchiale.
Vista la necessità del problema dell’educazione, si chiese allora l’aggiunta, all’edificio comunale di Botticino Sera – già esistente quindi, seppur diverso da come oggi lo vediamo – di una stanza o due da adibire ad uso scolastico, mentre si continuarono le richieste per un edificio nuovo, con preventivi di spese e progetti.
Negli anni 1822/23 le lezioni vennero tenute nella sala comunale. Nel gennaio del 1824 gli alunni erano oltre 100, le alunne 120; occorrevano due stanze per i primi, e due per le seconde.
L’edificio negli anni ’60 del’900

La costruzione di un nuovo edificio non riuscì ad andare oltre progetti e raccolta di denari nonostante il Comune avesse venduto delle case e concesso il taglio dei boschi per fare cassa.
Nel 1826 le scuole erano ancora nell’Ufficio Comunale; al pian terreno quella maschile, al piano superiore quella femminile.
| Governo asburgico L’instaurarsi del dominio austriaco nel 1815 determina sensibili cambiamenti rispetto all’epoca napoleonica, soprattutto dal punto di vista amministrativo. Viene sciolta la «Comune di Botticino Sera, con Botticino Mattina e Cajonvico» e si torna alle divisioni amministrative precedenti alla parentesi napoleonica. Globalmente il Regno Lombardo-Veneto è diviso in province; la provincia bresciana (priva della Valcamonica, aggregata a Bergamo fin dai tempi della Repubblica Cisalpina) è divisa in diciassette distretti. I due Comuni botticinesi appartengono a quello del capoluogo. In ciascun distretto c’è un delegato che ha il compito di vigilare sull’ordine pubblico, sull’applicazione delle leggi, sull’esazione delle imposte. Il governo municipale è invece in mano ad una terna di «deputati». Il funzionario — factotum del Comune è l’agente, eletto ogni anno. Dal 1824 al 1826 l’agente comunale a Sera è Francesco Colosio, che già ricopriva questo incarico in precedenza. A Mattina, negli stessi anni, l’agente è Giuseppe Maffezzoni, che esercita anche la funzione di maestro elementare. Proprio l’asserita incompatibilità fra i due incarichi costringe Maffezzoni nel 1826 a trovarsi un sostituto in qualità di maestro, nella persona di Paolo Tolarini. Nel 1824 la deputazione comunale era riuscita momentaneamente a conservare a Maffezzoni entrambi gli incarichi (ed entrambe le retribuzioni, pur magre) con motivazioni che la dicono lunga sul livello dell’istruzione infantile. Scrivono infatti i deputati che «se il maestro elementare non fosse in questo Comune anche agente comunale non sarebbe rispettato, e difficilmente potrebbe radunare i ragazzi per la scuola, giacche i genitori amano piuttosto di tenerli in casa per farli lavorare in campagna, che mandarli alla scuola; ed essendo anche agente comunale lo temono, e lasciano andare i ragazzi alla scuola più facilmente». cfr: M. Tedeschi: ” Il bosco, la vigna, la pietra. Botticino nella storia” Comune di Botticino, 1988, pag. 166-167 |
Il 13 febbraio 1827 si propose un nuovo, definitivo progetto che prevedeva la costruzione delle Scuole, di un locale per il Comune e di un granaio, ampliando opportunamente l’edificio esistente. Il Comune procedette ad ulteriori vendite di case e legnami senza ricorrere a sovraimposte.
La fabbrica probabilmente iniziò nel 1833; lo attesta un documento in data 11 gennaio. Nel 1839 la costruzione venne ultimata come si evince da un rapporto stilato in data 30 giugno.
Avendo gli edifici, nei pressi della Chiesa, occupato il beneficio parrocchiale, il parroco sollevò una lunga questione che verrà composta solo nel 1847.
Infatti il 25 agosto 1847 il Comune di Botticino Sera decretò il pagamento, al beneficio parrocchiale, di due somme per l’acquisto del fondo: la prima per l’erezione del Camposanto; la seconda destinata al fondo su cui sorgono l’ampliato locale comunale, le scuole elementari ed il magazzino per il grano.
L’edificio così ultimato rivestì le sue funzioni fino alla nuova riunificazione comunale.
Nel 1927 l’amministrazione fascista avviò l’unificazione dei comuni di Botticino Sera e Mattina (che diverrà ufficiale il 1° aprile 1928) che coinvolse inizialmente anche Caionvico, poi staccato.
anni ’30: classe davanti alla scuola

L’edificio di piazza IV novembre rimase sede scolastica fino al periodo bellico.
Per parecchi mesi, durante la guerra e dopo l’8 settembre 1943, fu caserma in cui erano di stanza i militari del Genio. Da lì il 17 aprile 1945 quaranta di loro disertarono passando coi partigiani poco prima della battaglia del Sonclino … ma questa è un’altra storia.
A guerra conclusa e a Liberazione avvenuta l’edificio di origine asburgica tornò alla sua funzione di scuola elementare fino al 1963, quando venne inaugurata la nuova scuola elementare in via Carini.
Lo stesso anno il sindaco Dordoni destinò l’edificio – con la relativa festa inaugurale – a sede della Scuola di Avviamento Professionale di tipo Industriale (una settore di scuola secondaria prima dell’arrivo della Scuola Media Unica).
Inaugurazione Scuola di Avviamento Professionale di tipo Industriale (1963)

Come si leggeva nell’opuscolo comunale edito per l’inaugurazione: «La scuola di avviamento dotata di 6 aule, più un’aula di Economia e Esercitazioni pratiche femminili, due officine e una palestra. Le classi sono 6, suddivise in due sezioni, con un totale di 150 alunni».
Pagina dell’opuscolo edito dal Comune di Botticino in occasione delle inaugurazioni degli edifici pubblici del 1963

L’Amministrazione Comunale provvide anche ad «aprire in luogo una sezione coordinata dell’Istituto Moretto» che accoglieva alunni licenziati dall’Avviamento. Nel 1963 gli alunni «frequentanti sono 23 provenienti in parte anche dalle zone vicine».
Anni dopo l’edificio tornò ad ospitare classi elementari che non trovavano posto in via Carini per l’intenso aumento demografico degli anni ’60 e ‘70.
Di nuovo scuola elementare fino a quando la Biblioteca Comunale di Botticino, nata nel 1963 presso il Palazzo Municipale, fu trasferita nel 1987 nell’ edificio ottocentesco di Piazza IV Novembre, accanto alla Basilica di S. Maria Assunta.
L’edificio sede delle Scuole elementari “Tito Speri” (cartolina anni ’70)

Nel 2010 la palazzina, un tempo asburgica, è stata ampiamente ristrutturata con l’eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione e redistribuzione degli spazi.
La Biblioteca Comunale è intitolata a LIBERO DORDONI, Sindaco di Botticino e Presidente dell’Azienda dei Servizi Municipalizzati di Brescia negli anni dal 1956 al 1967.

” a cura della redazione di Archivio Botticino”
